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OFFICINE PANERAI ANNUNCIA IL RESTAURO DELL’OROLOGIO DEL DUOMO DI FIRENZE DIPINTO DA PAOLO UCCELLO

28 maggio, 2014

28 maggio, 2014OFFICINE PANERAI ANNUNCIA IL RESTAURO DELL’OROLOGIO DEL DUOMO DI FIRENZE DIPINTO DA PAOLO UCCELLO

Officine Panerai presenta a Firenze il progetto del restauro del meccanismo del grande orologio del Duomo di Firenze, conosciuto come “Orologio di Paolo Uccello”, dal nome del grande artista rinascimentale a cui si deve la raffinata decorazione del quadrante nel 1433. Posizionato nella controfacciata del Duomo di Firenze, sopra la porta centrale, in un’intercapedine nascosta alla vista, l’orologio è uno dei pochissimi al mondo che segna il tempo con il sistema dell’Ora Italica.

L’intervento di restauro è stato affidato dall’Opera di Santa Maria del Fiore, in accordo con Officine Panerai, a due dei massimi esperti del settore, i professori Andrea Palmieri e Ugo Pancani, del Centro Studi per il Restauro di Orologi dell’I.S.I.S. Leonardo da Vinci di Firenze. Il restauro, che riporterà in funzione il meccanismo dell’orologio, è reso possibile grazie al contributo di Officine Panerai, Maison di alta orologeria sportiva che è nata proprio a Firenze nel 1860 e ha la propria storica boutique a pochi passi dal Duomo, nel Palazzo Arcivescovile di fronte al Battistero.

L’Orologio del Duomo di Firenze è unico al mondo non solo per la straordinaria collocazione e per l’affresco del quadrante ma anche perché segna l’Ora Italica, un modo di concepire il tempo che nell’antichità era chiamato “Giuliano” (da Giulio Cesare che nel 46 a.C. promulgò il calendario elaborato da Sosigene di Alessandria). All’opposto dei quadranti moderni, l’Ora Italica - anche detto tempo “dell’Ave Maria” o “all’Italiana” – fa avanzare l’unica lancetta sul quadrante in senso antiorario, e la 24° ora non è la mezzanotte ma quella del tramonto del sole, da cui inizia il conteggio delle ore. L’orologio viene dunque regolato nell’arco dell’anno in modo che l’ultima ora del giorno sia sempre quella del tramonto.

Come riporta Giorgio Vasari (“Fece Paolo, di colorito, la sfera dell’ore sopra la porta principale dentro la Chiesa, con quattro teste ne’ canti colorite in fresco”), fu il pittore fiorentino Paolo Uccello (Paolo di Dono, 1397 – 1475), ad affrescare nel 1433 il quadrante dell’orologio, che misura quasi sette metri di diametro. Nel quadrante il grande artista rappresentò, in ordine crescente ma antiorario, le 24 ore in numeri romani. Ai lati dipinse quattro misteriose teste di uomini con aureola, che sembrano guardare verso il centro e il basso: secondo alcuni si tratta di Profeti mentre per altri dei Quattro Evangelisti.

Il lavoro di restauro è iniziato con lo smontaggio completo di ciascun componente e con l’intervento di tamponatura mirata all’eliminazione delle sostanze di alterazione. Il restauro si concluderà con l’assemblaggio completo del movimento e con la messa a punto, l’armonizzazione e la regolazione della marcia del movimento.