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© 2014 OFFICINE PANERAI

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MOVIMENTO
CASSA
FUNZIONE
DIAMETRO CASSA
MATERIALE CASSA
COLORE QUADRANTE

COLLEZIONE OROLOGI

PENDULUM CLOCK

MOVIMENTO

Meccanico, carica a chiave. Riserva di carica di 8 giorni, un bariletto, 153 componenti.

FUNZIONI

Ore, minuti.

CASSA

Vetro sabbiato con numeri romani.

TECA

Struttura in alluminio nero e vetro bisellato.

BASE

In mogano personalizzato PANERAI.

PENDULUM CLOCK

Edizione unica di 50 esemplari

Il pendolo di Galileo Galilei, il “misuratore del tempo” che segnò una svolta in orologeria perché le aprì le porte dell’era moderna, torna a pulsare grazie ad Officine Panerai e al nuovo Pendulum Clock, la fedele riproduzione dello strumento ideato da Galileo per dimostrare che la legge sull’isocronismo delle piccole oscillazioni del pendolo.. La scoperta di Galileo nel XVII secolo rappresentò una vera rivoluzione, perché permise agli orologi di passare da uno scarto di diversi minuti al giorno ad uno di pochi secondi. Il dispositivo a scatto ideato dallo scienziato toscano si può considerare il primo scappamento libero dellastoria e il Pendulum Clock rappresenta quindi un’operazione di eccezionale importanza storica e maestria tecnica, che sottolinea ancora una volta il legame tra Galileo Galilei, Firenze, la Scienza e Officine Panerai.

È una storia lunga e sofferta quella dell’applicazione del pendolo all’orologio, intuizione che Galileo sviluppò nel 1641 e la cui realizzazione, essendo egli ormai quasi cieco, affidò al figlio Vincenzo.

Galileo morì l’anno dopo e il progetto rimase fermo per molto tempo fino a quando, nel 1649, suo figlio decise di portarlo a termine. Un fabbro costruì il telaio di ferro e ruote e pignoni allo stato grezzo e Vincenzo Galileo tagliò personalmente i denti della ruota di scappamento ma, purtroppo, pochi mesi dopo anche egli morì e il modello, ancora incompiuto ma probabilmente funzionante, rimase nell’oblio per altro tempo.

Fu nel 1659 che Vincenzo Viviani, amico e biografo di Galileo, recuperò il modello su sollecitazione di Leopoldo de’ Medici e lo portò al principe fiorentino unitamente a un disegno. Ed è solo quest’ultimo che ci è rimasto, perché della macchina si è persa traccia: un disegno oggi conservato a Firenze che illustra la struttura e il principio di funzionamento di quello strumento che dava corpo all’intuizione avuta anni prima da Galileo e alla formulazione delle leggi sull’isocronismo.

Il Pendulum Clock si basa sul modello realizzato dall’orologiaio fiorentino Eustachio Porcellotti nel 1887 sulla base del disegno originale, modello che è attualmente conservato presso il Museo Galileo di Firenze.

La nuova straordinaria realizzazione Officine Panerai interpreta con fedeltà quasi assoluta l’opera di Porcellotti. L’altezza del Pendulum Clock è di 35,6 cm, la larghezza di 18,5 cm e lo spessore di 11,1 cm: un orologio da tavolo, le cui misure sono state ricavate dal disegno originale e confermate anche dalle altre poche ricostruzioni attendibili. Il telaio è composto da due platine principali, che sono realizzate non in ferro, come nel modello originale e in quello di Porcellotti, ma in ottone placcato al nichel-palladio, e sono fissate alla traversa superiore e alla base mediante spine a incastro, come si usava in antichità. La traversa superiore è quella che sostiene il sistema di scappamento e la sospensione del pendolo, mentre quella inferiore termina con quattro piedi forgiati a ricciolo. Tra la base e il quadrante si trova il bariletto, il cui tamburo contiene una molla lunga 4,10 metri in grado di fornire energia all’orologio per otto giorni. La carica dell’orologio avviene attraverso un quadro maschio con chiave e un cricchetto antiarretramento con relativa molla, posti sulla platina in corrispondenza del centro del bariletto. Al di sopra si trova il quadrante con cifre romane, uguale a quello del modello del 1887, con lancette laccate di nero. Le ruote, che hanno la dentatura rifinita a mano, la cornice del quadrante, il tamburo del bariletto e altri particolari sono placcati in oro.

Il punto fondamentale dell’orologio è costituito dal regolatore a pendolo e dal sistema di scappamento ideati da Galileo. Esso si basa su una ruota di scappamento, con 12 caviglie poste su un lato e con 12 denti intagliati sul perimetro esterno, e su tre leve, poste una a sinistra per chi guarda l’orologio e due sulla destra. Quella di sinistra, la più lunga e terminante con un arpione, è la leva di arresto; quelle a destra, disposte a forbice, sono invece di disimpegno e di impulso.
Durante la fase di arresto il pendolo è completamente libero da ogni contatto ed è per questo che il dispositivo è detto “scappamento libero”. Il pendolo a sua volta è formato da un’asta terminante con una lente ovoidale placcata in oro, sotto la quale si trova la vite per la regolazione del periodo oscillatorio. Sulla traversa inferiore vi è l’alloggiamento della chiave quadro femmina che permette di caricare il bariletto.