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COMSUBIN

Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori. Una squadra addestrata per missioni impossibili.

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Storia

Fondato dall’ammiraglio Gino Birindelli il 15 febbraio 1960, è stato intitolato a Teseo Tesei, il maggiore del Genio navale che inventò i famosi siluri umani, detti “maiali”. Questo Comando è il custode della memoria dei Reparti di Assalto della Marina Militare italiana che, con il loro eroico impegno, destarono scalpore a livello mondiale durante la Seconda Guerra Mondiale. In riconoscimento del coraggio dimostrato da questi sommozzatori sono state concesse 33 medaglie d’oro, 104 medaglie d’argento e 33 medaglie di bronzo al valore militare.*

UN’UNITÀ DELLA MARINA ITALIANA INVIDIATA DAL MONDO

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UN’UNITÀ DELLA MARINA ITALIANA INVIDIATA DAL MONDO

Il sommergibile Scirè mentre rilascia una squadra COMSUBIN delle Forze Speciali della Marina Militare italiana nel Golfo di Taranto. Il sottomarino e questi uomini compongono una squadra leggendaria che oggi ha raggiunto un alto livello di eccellenza nel campo delle Operazioni Speciali e delle manovre segrete in mare.

IL PASSATO, IL PRESENTE E IL FUTURO INSIEME

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IL PASSATO, IL PRESENTE E IL FUTURO INSIEME

Nel mar di Sardegna a La Maddalena epoche diverse sono messe a confronto. In primo piano vi è uno studente che indossa l’equipaggiamento tradizionale di un sommozzatore della Marina Militare italiana. Si tratta di un’attrezzatura che ha alle spalle 170 anni di storia, essendo stata realizzata per la prima scuola per palombari della Marina Militare italiana il 24 luglio 1849. La vecchia attrezzatura viene ancora oggi utilizzata nella prima fase di addestramento del corso di immersione e un sommozzatore della Marina Militare italiana può dichiararsi tale solo dopo averla indossata lavorando sott’acqua, poiché è la tuta subacquea più complicata da usare. Proprio dietro allo studente c’è un moderno dispositivo usato per l’immersione, che è conosciuto come attrezzatura di superficie. Questo dispositivo è utilizzato dai G.O.S. durante le loro missioni subacquee.

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Immersione in saturazione, una tecnica particolare che solo la Marina italiana effettua in Europa.

MONITORAGGIO DELLE CONDIZIONI DELL’AMBIENTE

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MONITORAGGIO DELLE CONDIZIONI DELL’AMBIENTE

Un subacqueo della Marina Militare italiana che ispeziona una piattaforma petrolifera offshore nel Mare Adriatico. L’obiettivo è quello di prelevare campioni di olio per verificare le condizioni dell’acqua che viene reimmessa nell’ambiente al termine del ciclo produttivo, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico. La geometria specifica dei pali è conforme ai requisiti ingegneristici di supporto e contrasto delle correnti sottomarine. L’isolamento del sommozzatore e la singolarità del luogo in cui si trova richiamano il rigido silenzio, l’assenza di rumore e la scarsa visibilità tipica delle missioni degli uomini del COMSUBIN.

DISCESA CON BARBETTONE

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DISCESA CON BARBETTONE

Addestramento per il dispiegamento delle Forze Speciali della Marina Militare italiana, gli uomini scendono da un elicottero navale EH-101 con la tecnica del fast rope o barbettone. Gli uomini sono calati su una piattaforma di estrazione di idrocarburi nell’Adriatico. Questa è una delle tante competenze del G.O.I., che fa parte delle loro operazioni marittime antiterrorismo.

TOTALE COLLABORAZIONE E ANCHE DI PIÙ

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TOTALE COLLABORAZIONE E ANCHE DI PIÙ

Sullo sfondo, sotto l’emblema del COMSUBIN, gli studenti sono in fila a guardare la scena. In primo piano il comandante ammiraglio della COMSUBIN con il suo staff e, da entrambi i lati, gli uomini delle Forze Speciali della Marina Militare italiana in verde, il personale dell’Unità Navale e il personale di supporto in divisa invernale, i Sommozzatori della Marina Militare italiana del G.O.S. in blu e i Funzionari della Difesa.

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*Le illustrazioni e le foto sono state tratte da UOMINI OLTRE COMSUBIN UNA SQUADRA ADDESTRATA PER MISSIONI IMPOSSIBILI. Massimo Sestini, Rodrigo Editore.